Uno sfondo per ogni Spazio del Mac e ogni Focus dell'iPhone

La maggior parte delle persone sceglie uno sfondo e lo tiene per mesi. È una scelta ragionevole finché il computer serve a una cosa sola. Nel momento in cui la stessa macchina è ufficio, studio e sala di montaggio, quello sfondo unico smette di dire qualcosa: guardi lo schermo e non sai in quale dei tuoi tre mestieri ti trovi finché non leggi le finestre.

Sia macOS sia iOS risolvono la cosa da anni, e quasi nessuno lo usa: ogni Spazio del Mac può avere il suo sfondo, e ogni Focus dell'iPhone la sua schermata di blocco. Il colore smette di essere decorazione e diventa un segnale — sai dove sei prima di aver letto una parola.

Come si dà uno sfondo diverso a ogni Spazio del Mac

Gli Spazi (li vedi in Mission Control, con lo swipe a quattro dita o con Ctrl e le frecce) sono scrivanie virtuali indipendenti. Lo sfondo non è un'impostazione globale: si applica allo Spazio in cui ti trovi nel momento in cui lo scegli. Da qui la procedura, che è più semplice di come sembra:

  1. Vai nello Spazio a cui vuoi dare un aspetto — quello del lavoro, per dire.
  2. Da lì apri le impostazioni dello sfondo (dal menu contestuale sulla scrivania, o da Impostazioni di Sistema → Sfondo) e scegli l'immagine.
  3. Passa allo Spazio successivo e ripeti. Ogni Spazio si ricorda il suo.

Lo stesso vale per i monitor: se hai un display esterno, quello e lo schermo del portatile sono superfici separate e ognuna tiene il suo sfondo. Ed è un caso in cui non conviene mettere lo stesso file su tutt'e due, per una ragione che non è estetica: le proporzioni sono diverse, e chiedere al sistema di far entrare un 16:9 su un 16:10 significa lasciargli decidere cosa tagliare.

Il rinominare gli Spazi non serve, il colore sì

Mission Control non permette di dare un nome agli Spazi, quindi in cima allo schermo hai solo dei rettangolini identici. Se ogni Spazio ha una dominante diversa, quei rettangolini diventano leggibili a colpo d'occhio, e la stessa cosa succede nello swipe fra una scrivania e l'altra: riconosci la destinazione mentre l'animazione è ancora in corso.

Funziona meglio con dominanti nettamente distanti fra loro — un ambra, un verderame, un cremisi — che con tre variazioni della stessa tinta. La distinzione deve reggere in periferica, cioè senza guardarla.

Come si dà una schermata di blocco diversa a ogni Focus dell'iPhone

Sull'iPhone il meccanismo è ancora più diretto: puoi tenere più schermate di blocco (le sfogli tenendo premuto sul lock screen) e collegarne una a ciascun Focus. Quando il Focus si attiva — per orario, per luogo, a mano — la schermata cambia da sola, e con essa lo sfondo della Home abbinata.

Il risultato pratico è che il telefono ti dice in che modalità sei prima che tu abbia letto una notifica. Lavoro, personale, sonno: tre schermate, tre dominanti, nessuna etichetta da leggere.

Su questo formato c'è un vincolo che non riguarda il Mac: nella metà alta dello schermo ci sono l'ora e le notifiche. Se lì sotto capita una zona chiara o affollata, l'orologio si legge male in tutte le ore in cui non ci pensi. Ne abbiamo scritto per esteso in come tenere leggibile l'orologio del lock screen; la regola corta è che la metà superiore deve restare scura e uniforme, e i nostri file verticali sono composti apposta perché lo sia.

Quanti sfondi servono davvero

Facciamo il conto onesto, senza gonfiarlo. Una configurazione ordinaria è: tre o quattro Spazi sul Mac, due monitor, un iPad, e due o tre schermate di blocco sull'iPhone legate ai Focus. Sono otto o dieci immagini, e devono stare bene insieme — perché le vedi tutte nella stessa giornata, spesso a pochi secondi l'una dall'altra.

Ed è qui che la raccolta casuale smette di funzionare. Dieci sfondi presi da dieci fonti diverse hanno dieci grane, dieci temperature e dieci idee di nero: passare dall'uno all'altro è uno stacco, non una transizione. Dieci varianti della stessa geometria, invece, cambiano tinta senza cambiare mondo.

Due modi di comporre la giornata

Una geometria, tante luci. Prendi un pack solo e usi le sue colorway: la forma resta, cambia il colore. Gli Spazi si distinguono benissimo e la scrivania ha un'identità sola. È l'uso per cui i pack sono costruiti — Notturno ha diciannove luci sulla stessa geometria, e diciannove sono più di quante scrivanie avrai mai.

Una famiglia, tante materie. Oppure si tiene fermo il registro e si cambia materiale: vetro per il lavoro, tessuto per la sera, grafico per quando serve una superficie che non dice niente. Le quattro famiglie del catalogo — Vetro, Tessuto, Materia, Grafico — sono divise esattamente su questo criterio.

Giorno e notte, senza cambiare a mano

C'è un terzo asse che quasi nessuno usa: la stessa scrivania a mezzogiorno e alle nove di sera vuole due cose diverse. Un fondo chiaro che alle tre del pomeriggio è pulito, al buio è una lampada puntata in faccia.

Tre pack del catalogo esistono in entrambi i registri con la stessa formula — Gradino, Eclisse, Mazzo: stessa geometria, versione di giorno e versione di notte. Tenerne una per fascia oraria è il modo più semplice per non avere mai lo schermo sbagliato per la stanza in cui sei.

Perché a un certo punto conviene il catalogo intero

Se ti serve un'immagine, compri un pack. Se stai arredando quattro Spazi, due monitor, un iPad e tre schermate di blocco — e vuoi poterli cambiare a stagione senza ricominciare da capo — il conto cambia natura: non stai comprando immagini, stai comprando una tavolozza.

Il bundle Tutto è pensato per questo caso: i ventuno pack, ognuno nei quattro formati nativi, e i pack nuovi compresi man mano che escono. A pezzi singoli sono €311, nel bundle €189. Se invece vuoi provare il metodo prima di decidere, iscrivendoti alla newsletter ricevi il codice che porta a zero il pack Essenziale — cinque design, fatti come gli altri trecentocinquantanove.

Per la parte pratica — dove si clicca su ciascun sistema, zoom prospettico compreso — c'è la pagina come si installa.

Domande frequenti

Posso avere uno sfondo diverso per ogni Spazio su Mac?

Sì. Lo sfondo si applica allo Spazio in cui ti trovi quando lo scegli: passa allo Spazio, imposta l'immagine da lì, poi vai al successivo e ripeti. Ogni Spazio mantiene il suo. Lo stesso vale per ciascun monitor collegato.

L'iPhone può cambiare sfondo da solo in base al Focus?

Sì. Puoi tenere più schermate di blocco e collegarne una a ogni Focus: quando il Focus si attiva, per orario o per luogo o a mano, la schermata cambia da sola insieme allo sfondo della Home abbinata.

Quanti sfondi servono per una configurazione normale?

Fra otto e dieci: tre o quattro Spazi sul Mac, due monitor, un iPad, due o tre schermate di blocco legate ai Focus. La difficoltà non è trovarne dieci, è trovarne dieci che stiano bene insieme, perché li vedi tutti nella stessa giornata.

Meglio lo stesso sfondo su tutti i dispositivi o uno per ognuno?

Uno per ognuno, e per due motivi. Il primo è che le proporzioni sono diverse: lo stesso file su Mac, iPad e iPhone viene ritagliato o allargato dal sistema. Il secondo è che dominanti diverse rendono riconoscibile a colpo d'occhio dove ti trovi, cosa che un'immagine unica non può fare.

Conviene cambiare sfondo fra giorno e notte?

Se lavori a lungo con poca luce, sì. Un fondo chiaro che di giorno è pulito, al buio è una superficie luminosa puntata verso di te. Tre pack del catalogo esistono nei due registri con la stessa geometria, così il cambio non è uno stacco ma una variante.